In Piemonte il Salva Casa (D.L. 69/2024, convertito dalla L. 105/2024) si applica soprattutto attraverso le regole statali del DPR 380/2001, che valgono direttamente. La Regione è intervenuta con la legge regionale 7 novembre 2024 n. 25 solo su due punti, le variazioni essenziali e il recupero dei sottotetti, dopo che la Corte costituzionale (sentenza 119/2024) aveva annullato le regole del 2022. In pratica: le piccole difformità fatte entro il 24 maggio 2024 possono rientrare nelle tolleranze dal 2 al 6%, le parziali difformità si sanano con la SCIA o il permesso in sanatoria dell'art. 36-bis, con un'oblazione minima di 516 €, e i cambi d'uso vanno valutati caso per caso, perché la legge regionale non è stata riscritta.
Questa guida, aggiornata a ottobre 2026, spiega cosa vale in Piemonte e a Torino. Per le regole generali del decreto vedi la nostra guida al Salva Casa.
Punti chiave
- La L.R. Piemonte 25/2024 (B.U. 7/11/2024, in vigore lo stesso giorno) ha riscritto le variazioni essenziali dell'art. 6 L.R. 19/1999 e il recupero dei sottotetti dell'art. 6 L.R. 16/2018.
- Tolleranze: il 2% e le tolleranze esecutive della L.R. 19/1999 si leggono insieme all'art. 34-bis statale, che per le opere fino al 24 maggio 2024 arriva al 6% sotto i 60 m².
- Oblazioni statali: SCIA in sanatoria da 516 a 5.164 € o da 1.032 a 10.328 €. A Torino, alla presentazione su MUDE, si versano 704,36 € tra diritti e sanzione minima.
- Spostare tramezzi e cambiare la distribuzione interna non è mai una variazione essenziale in Piemonte (art. 6, comma 2, L.R. 19/1999).
- Sui cambi d'uso la L.R. 19/1999 prevede ancora permesso o SCIA alternativa, mentre la norma statale si applica direttamente: il titolo giusto va verificato con il Comune.
Il Piemonte ha recepito il Salva Casa?
Solo in parte. La L.R. 7 novembre 2024 n. 25, pubblicata sul Bollettino ufficiale (4° supplemento al n. 45) ed entrata in vigore il giorno stesso, modifica due leggi:
- la L.R. 19/1999 (norme in materia edilizia), all'art. 6 sulle variazioni essenziali al progetto approvato;
- la L.R. 16/2018 (riuso e rigenerazione urbana), all'art. 6 sul recupero dei sottotetti, e la definizione di edificio legittimo, che ora rinvia allo stato legittimo dell'art. 9-bis del DPR 380/2001.
La legge serviva prima di tutto a coprire un vuoto. Con la sentenza n. 119 del 2024, depositata il 4 luglio 2024, la Corte costituzionale aveva annullato le soglie delle variazioni essenziali scritte nel 2022 e due regole sul recupero dei sottotetti. Nel 2025 la Regione è tornata sugli stessi articoli con la L.R. 9/2025, che ha precisato la definizione di opera «sostanzialmente diversa» e la data di riferimento per i sottotetti.
Per tutto il resto (tolleranze, accertamento di conformità, oblazioni, cambi d'uso) il riferimento è il Testo Unico Edilizia. Sul piano pratico la Regione ha adeguato i moduli edilizi al Salva Casa con la DGR 4-1118 del 20 maggio 2025 e la DGR 11-1700 del 20 ottobre 2025; su MUDE Open, il portale da cui passano le pratiche, i moduli aggiornati sono disponibili dal 30 luglio 2025.

Quali tolleranze costruttive valgono in Piemonte?
Il Piemonte ha una regola propria, l'art. 6-bis della L.R. 19/1999: uno scostamento entro il 2% delle misure del titolo (altezza, distacchi, cubatura, superficie coperta) non è una violazione edilizia. Lo stesso articolo elenca le tolleranze esecutive: edificio più piccolo, elementi architettonici non strutturali mai realizzati, muri interni o esterni irregolari, aperture interne in posizione diversa, errori di disegno corretti in cantiere.
Dopo il Salva Casa la Regione ha chiarito che queste regole vanno lette insieme all'art. 34-bis del DPR 380/2001, che le amplia. Per le opere realizzate entro il 24 maggio 2024 le soglie salgono:
- 2% oltre 500 m²;
- 3% tra 300 e 500 m²;
- 4% tra 100 e 300 m²;
- 5% sotto i 100 m²;
- 6% sotto i 60 m².
La superficie è quella autorizzata dal titolo originario. Il tecnico dichiara le tolleranze nella prima pratica edilizia utile oppure, se non ci sono lavori in programma, con un atto di aggiornamento dello stato dell'immobile: a Torino il deposito di questa dichiarazione asseverata costa 57,92 € di diritti di segreteria.
Come funziona la sanatoria in Piemonte dopo il Salva Casa?
Con l'art. 36-bis del DPR 380/2001 si sanano le parziali difformità e le variazioni essenziali con la doppia conformità attenuata: conformità urbanistica di oggi ed edilizia dell'epoca dei lavori. Le opere fatte senza SCIA si regolarizzano con la SCIA in sanatoria; le difformità dal permesso con il permesso di costruire in sanatoria, che il Comune deve esaminare in 45 giorni, trascorsi i quali la domanda si intende accolta.
Qui conta la legge regionale, perché è l'art. 6 della L.R. 19/1999 a dire cosa è una variazione essenziale in Piemonte. Dopo la L.R. 25/2024 lo sono, tra l'altro:
- il cambio d'uso che modifica gli standard urbanistici (D.M. 1444/1968 e artt. 21-22 della L.R. 56/1977);
- un aumento oltre il 20% della superficie lorda o del volume;
- una variazione oltre il 10% dei parametri urbanistico-edilizi;
- un intervento diverso per tipo da quello autorizzato, o un'opera sostanzialmente diversa per conformazione o struttura.
Al contrario, non sono mai variazioni essenziali le modifiche a cubature accessorie, volumi tecnici e distribuzione interna delle singole abitazioni (art. 6, comma 2). Sugli immobili vincolati, invece, le stesse difformità contano come totale difformità. Per i costi complessivi della pratica vedi la guida a quanto costa una SCIA in sanatoria.
| Tema | Cosa vale in Piemonte | Costo alla presentazione a Torino |
|---|---|---|
| Tolleranze | 2% (art. 6-bis L.R. 19/1999) e, per opere fino al 24/05/2024, dal 2% al 6% (art. 34-bis DPR 380/2001) | 57,92 € per il deposito della dichiarazione asseverata, se non c'è una pratica |
| Lavori da CILA mai comunicati | CILA tardiva con sanzione di 1.000 € (333,33 € a lavori in corso) | 57,92 € + 1.000 € = 1.057,92 € |
| SCIA in sanatoria (art. 36-bis) | Oblazione 516-5.164 € o 1.032-10.328 €, sul valore stimato dall'Agenzia delle Entrate | 188,36 € + 516 € di sanzione minima = 704,36 € |
| Permesso in sanatoria (artt. 36 e 36-bis) | Doppio del contributo di costruzione, +20% per parziali difformità e variazioni essenziali | 188,36 € + 32 € di bolli; sanzione definita a fine istruttoria |
| Variazione essenziale | Oltre il 20% di superficie o volume, oltre il 10% dei parametri, cambio d'uso con variazione degli standard | Art. 6 L.R. 19/1999 (da L.R. 25/2024) |
| Cambio d'uso tra categorie | Testo regionale: permesso o SCIA alternativa (art. 8 L.R. 19/1999); norma statale: SCIA senza opere (art. 23-ter DPR 380/2001) | Da verificare con il Comune |
| Recupero sottotetti | Sottotetto esistente al 31/12/2023 e legittimo alla data della domanda | Art. 6 L.R. 16/2018 |

Come funziona il cambio di destinazione d'uso a Torino?
È il punto più delicato, perché le leggi piemontesi non sono state riscritte dopo il Salva Casa. Oggi convivono tre regole:
- l'art. 8 della L.R. 19/1999 elenca sei categorie (residenziale, produttiva, commerciale, turistico-ricettiva, direzionale, agricola) e richiede il permesso di costruire o la SCIA alternativa per passare dall'una all'altra, anche senza opere; il cambio è oneroso solo in questo caso;
- l'art. 48 della L.R. 56/1977 consente con CILA i cambi d'uso senza opere per unità fino a 700 metri cubi, compatibili con il piano regolatore, senza oneri;
- l'art. 23-ter del DPR 380/2001, riscritto dal Salva Casa, ammette sempre il cambio della singola unità tra residenziale, turistico-ricettivo, produttivo-direzionale e commerciale nelle zone A, B e C, con SCIA se non servono opere, senza nuove aree a standard né parcheggi. Lo stesso articolo dice che i suoi principi si applicano direttamente anche dove le Regioni non hanno adeguato le proprie leggi.
Per chi vuole trasformare un ufficio al terzo piano in abitazione, quindi, la domanda giusta non è «si può?», ma «con quale titolo e con quali oneri?». La risposta la danno il tecnico e lo sportello edilizio del Comune, guardando anche il piano regolatore di Torino, che può fissare condizioni specifiche. Per gli ex negozi al piano strada e i seminterrati l'art. 23-ter rinvia alla legge regionale, che in Piemonte non ha una norma dedicata: è il caso in cui la verifica preventiva conta di più.
E i sottotetti: si possono recuperare o sanare?
Si possono recuperare, non sanare. L'art. 6 della L.R. 16/2018, come riscritto nel 2024 e corretto nel 2025, consente il recupero dei sottotetti esistenti al 31 dicembre 2023 e legittimi alla data della domanda, nel rispetto delle norme tecniche e igienico-sanitarie. Le altezze di colmo e di gronda e le pendenze del tetto non cambiano, salvo gli aumenti ammessi dal piano comunale e quelli necessari per l'efficienza energetica o l'adeguamento sismico. Il recupero è ammesso anche oltre gli indici del piano regolatore.
La Regione precisa che questa legge non ha effetti sananti: un sottotetto già trasformato in camera senza titolo va prima regolarizzato con le norme statali, se ci sono i presupposti dell'accertamento di conformità, e solo dopo si può chiedere il recupero.

Un esempio: l'alloggio con bagno e tramezzi spostati
Un alloggio di 70 m² in un palazzo di inizio Novecento. Nel progetto in archivio il bagno è in fondo al corridoio; nella realtà, dopo una ristrutturazione degli anni Novanta, è stato spostato e un tramezzo è stato demolito per allargare la cucina. Il tecnico recupera i fascicoli con l'accesso agli atti a Torino e ragiona così:
- 1Non è una variazione essenziale: si tratta di distribuzione interna, che la legge piemontese esclude espressamente.
- 2Se i lavori non hanno toccato le strutture, il percorso tipico è la CILA tardiva: a Torino 57,92 € di diritti più la sanzione di 1.000 € (come funziona il deposito è spiegato nella guida alla CILA a Torino).
- 3Se è stato aperto un varco in un muro portante, servono il progetto strutturale e la valutazione della SCIA in sanatoria dell'art. 36-bis, con 704,36 € da versare alla presentazione e l'oblazione definitiva calcolata dopo.
- 4Se una parete è solo qualche centimetro fuori misura, si verifica se rientra nelle tolleranze.
Alla fine va aggiornata la planimetria catastale: cosa controllare è spiegato nella guida alla planimetria catastale a Torino. Se l'alloggio è in vendita, servirà anche l'APE (APE a Torino: costi e documenti).

Cosa fare prima di vendere o comprare casa in Piemonte?
Al rogito il venditore dichiara la regolarità urbanistica e il notaio controlla i titoli. Conviene muoversi prima:
- 1Recupera i titoli edilizi del palazzo e dell'alloggio (licenze, concessioni, permessi, DIA, SCIA, CILA, agibilità).
- 2Fai rilevare lo stato di fatto e confrontalo con l'ultimo titolo e con la planimetria catastale.
- 3Classifica ogni differenza: tolleranza, CILA tardiva, sanatoria o opera da rimuovere.
- 4Regolarizza prima della vendita, oppure dichiaralo in trattativa con tempi e costi stimati.
Le verifiche sono descritte nella guida alla conformità urbanistica e catastale prima del rogito. Chi segue le pratiche come professionista trova il quadro regionale su MUDE, tariffe e modulistica nell'aggiornamento sull'edilizia in Piemonte e la procedura di deposito nella guida al MUDE Piemonte del blog tecniGo.
Quando serve un tecnico?
Sempre. Tolleranze, CILA tardive, SCIA e permessi in sanatoria richiedono l'asseverazione di un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere o perito edile iscritto all'albo), che risponde personalmente di quanto dichiara, comprese le date dei lavori, e presenta la pratica su MUDE. In Piemonte serve anche a scegliere il titolo giusto per i cambi d'uso, dove legge regionale e norma statale non coincidono. Prima di affidare l'incarico puoi controllare l'iscrizione del professionista nell'albo pubblico del suo ordine o collegio.
Informazioni generali, non un parere sul tuo immobile
Articolo informativo aggiornato a ottobre 2026 sul testo delle leggi regionali piemontesi 19/1999, 56/1977 e 16/2018 come modificate dalla L.R. 25/2024 e sul DPR 380/2001. Le cifre di Torino sono quelle delle tariffe comunali in vigore: l'oblazione definitiva la determina il Comune. Piani regolatori, vincoli e prassi degli uffici cambiano da Comune a Comune: solo un tecnico abilitato, dopo sopralluogo e accesso agli atti, può dire se la tua difformità è sanabile e come.
Domande frequenti sul Salva Casa in Piemonte
Domande frequenti
Il Piemonte ha recepito il Salva Casa?
Solo in parte. La L.R. 7 novembre 2024 n. 25 (B.U. 4° supplemento al n. 45, in vigore lo stesso giorno) ha riscritto le variazioni essenziali (art. 6 L.R. 19/1999) e il recupero dei sottotetti (art. 6 L.R. 16/2018). Per tolleranze, sanatoria e cambi d'uso si applicano direttamente gli articoli del DPR 380/2001 modificati dal Salva Casa.
Le tolleranze del 2-6% valgono anche in Piemonte?
Sì. La legge piemontese prevede una tolleranza del 2% e un elenco di tolleranze esecutive (art. 6-bis L.R. 19/1999); la Regione ha chiarito che queste regole si leggono insieme all'art. 34-bis statale, che le amplia. Per le opere fino al 24 maggio 2024 valgono quindi le soglie dal 2% (oltre 500 m²) al 6% (sotto 60 m²).
Quanto costa una SCIA in sanatoria a Torino?
Alla presentazione su MUDE si pagano 188,36 € di diritti di segreteria più la sanzione minima di 516 €, in totale 704,36 € (tariffe della Città di Torino aggiornate con DCC 761/2025). L'oblazione definitiva è il doppio dell'aumento di valore stimato dall'Agenzia delle Entrate, tra 516 e 5.164 € o tra 1.032 e 10.328 €, più l'onorario del tecnico.
Cosa ha deciso la Corte costituzionale sulla legge piemontese?
Con la sentenza n. 119 del 2024 (depositata il 4 luglio 2024) la Corte ha annullato, tra l'altro, le soglie delle variazioni essenziali introdotte nel 2022 nella L.R. 19/1999 e due regole sul recupero dei sottotetti. La Regione ha colmato il vuoto con la L.R. 25/2024, che ha fissato nuove soglie (20% di superficie o volume, 10% dei parametri).
Si può cambiare la destinazione d'uso di un appartamento a Torino?
Spesso sì, ma il titolo va verificato. L'art. 23-ter del DPR 380/2001 consente il cambio d'uso della singola unità tra residenziale, turistico-ricettivo, produttivo-direzionale e commerciale nelle zone A, B e C, con SCIA se senza opere. La legge piemontese (art. 8 L.R. 19/1999) prevede ancora il permesso o la SCIA alternativa: il percorso lo decide il tecnico con il Comune.
Si può sanare un sottotetto già abitato in Piemonte?
Non con la legge sui sottotetti. La L.R. 16/2018 consente di recuperare sottotetti esistenti al 31 dicembre 2023 e legittimi alla data della domanda; la Regione precisa che non ha effetti sananti. Un sottotetto trasformato senza titolo va prima regolarizzato con le norme statali sull'accertamento di conformità, se ce ne sono i presupposti.
Contenuto realizzato con l'ausilio di sistemi di intelligenza artificiale.
Fonti
- L.R. Piemonte 7 novembre 2024, n. 25 — Modifiche alla L.R. 19/1999 e alla L.R. 16/2018 (Arianna, Consiglio regionale del Piemonte) (2024)
- L.R. Piemonte 8 luglio 1999, n. 19 — Norme in materia edilizia, testo vigente (artt. 6, 6-bis, 8) — Arianna (2026)
- Corte costituzionale, sentenza n. 119/2024 sulla L.R. Piemonte 7/2022 (2024)
- DPR 380/2001, art. 36-bis — Accertamento di conformità nelle ipotesi di parziali difformità (Normattiva) (2026)
- DPR 380/2001, art. 23-ter — Mutamento d'uso urbanisticamente rilevante (Normattiva) (2026)
- Regione Piemonte — Modulistica edilizia unificata (DGR 4-1118 e 11-1700 del 2025) (2025)
- Regione Piemonte — Tolleranze esecutive: coordinamento con il D.L. 69/2024 (2024)
- Città di Torino — Tariffe diritti atti e procedure urbanistiche ed edilizie (DCC n. 761 del 15 dicembre 2025) (2026)




